Per chi suona...Campanella

Rubrica a cura di Pierfrancesco Campanella  

C. Sestieri

Presentato a Roma, presso la Libreria Notebook dell’Auditorium Parco della Musica , il volume Dolce Assenza 1986-2026,  saggio che torna a interrogare l’esordio cinematografico di Claudio Sestieri, presentato nel 1986 al Festival di Locarno.

Il libro, pubblicato da Raffaelli Editore,  ripercorre la storia di un film che, all’epoca, divise pubblico e critica: Dolce Assenza fu infatti un’opera controversa, capace di accendere un dibattito e di conquistare soprattutto il pubblico più giovane, attirando un’attenzione mediatica insolita per l’epoca. La pubblicazione si inserisce in un progetto più ampio, realizzato in collaborazione con la Cineteca Nazionale, che ha restaurato e digitalizzato il film, e con Rai Teche. Il percorso prevede ulteriori incontri e proiezioni rivolte al pubblico, agli studenti e ai professionisti del settore, restituendo all’opera una nuova visibilità.

Sestoeri con Jo champa sul set di DOLCE ASSENZA


Riflettere oggi su Dolce Assenza significa tornare alla stagione cinematografica degli anni Ottanta e rileggere, con lo sguardo del presente, ciò che da quella stagione è scaturito nei decenni successivi. Vale la pena di ripercorrere brevemente la carriera di Claudio Sestieri, considerato uno dei registi di culto del cinema italiano, i cui film sono amatissimi dagli appassionati cinefili delle opere di qualità.
Dopo il film sperimentale Il Vuoto (1965) e alcuni cortometraggi, si laurea con una tesi su Michelangelo Antonioni e avvia una carriera che lo vede critico cinematografico e sceneggiatore-regista Rai per radiodrammi, programmi, docufiction e film per la televisione. Nel 1986 esordisce al cinema con Dolce Assenza al Festival di Locarno; nel 1991 partecipa alla Mostra del Cinema di Venezia con Barocco. Nel 2005 realizza Chiamami Salomè, adattamento del dramma di Oscar Wilde, uscito nel 2008, e dieci anni dopo torna con il noir psicologico Seguimi, incentrato sul tema del doppio. Quest’anno presenterà La Fabbrica di Salomè, rivisitazione di Chiamami Salomè a vent’anni dalla realizzazione, con materiali inediti di backstage, un ritorno sui luoghi delle riprese e una riflessione sui personaggi archetipo del cinema. Parallelamente alla carriera cinematografica, Sestieri ha firmato due libri d’inchiesta sulla storia segreta d’Italia insieme a Giovanni Fasanella e Giovanni Pellegrino: Segreto di Stato. La verità da Gladio al caso Moro (2000) e Segreto di Stato. Verità e riconciliazione sugli anni di piombo (2008), oltre a tre romanzi: Le Seduzioni del destino (2010), L’aria di nuotare (2020) e L’amore cremisi (2026).

flano DOLCE ASSENZAIl curatore Simone Dubrovic è professore di Letteratura e Cinema italiano al Kenyon College, oltre che saggista, scrittore e traduttore, con studi dedicati alla letteratura italiana e francese, al cinema italiano e al rapporto tra scrittura e arti visive.Tra gli autori del volume figurano Franco Montini, giornalista ed ex presidente del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani; Patrizia Pistagnesi, critica cinematografica e sceneggiatrice che ha collaborato anche a Seguimi; e Vito Zagarrio, regista, storico e critico del cinema, professore ordinario di Comunicazione e Spettacolo all’Università Roma Tre.

frame dal film DOLCE ASSENZA

Presenti all’evento, moderato da Laura Delli Colli, presidentessa dell’Associazione Giornalisti Cinematografici Italiani oltre che dei Nastri d’Argento, molti professionisti del cinema, alcuni dei quali hanno impreziosito l’incontro con interessanti testimonianze. Tra questi il maestro Marco Werba, Giuseppe Piccioni, Wilma Labate, Giancarlo Governi, Graziano Marraffa, Maurizio Sciarra, Ugo G. Caruso, Amedeo Fago, Stefano Roncoroni e il produttore Giannandrea Pecorelli.

Il compositore e direttore d'orchestra Marco Werba non riesce a stare dietro ai riconoscimenti della sua carriera.  Marc Adam Werblowsky, in arte Marco Werba, è infatti uno dei compositori e direttori d’orchestra più apprezzati a livello internazionale. Nato a Madrid nel 1963, ha compiuto approfonditi studi musicali in Italia e all’estero (corsi di composizione, orchestrazione e musica per film al “Mannes College of Music” di New York), e corsi di direzione d’orchestra sotto la guida di Jean Jacques Werner presso l’Academie de Musique de Guerande in Francia. Pluripremiato, anche con il “Globo d’Oro” nel 2011 per le musiche originali di “Native” del regista  John Real, tra gli ultimi awards aggiunti al palmarès ha un riconoscimento europeo alla carriera e il Premio Stelvio Cipriani. Lo scorso 28 settembre è arrivata un’altra importante gratificazione professionale, nell’ambito della cerimonia finale del Procida Film Festival, quest' anno giunta alla sua tredicesima edizione, sotto la direzione generale, artistica e produzione esecutiva di Massimo Massari.

Premiazione di Marco Werba

Marco Werba ha infatti ricevuto per l’occasione il premio speciale per la colonna sonora del film statunitense “Hello Beautiful”. Le musiche sono state incise a Londra ed eseguite dalla “London Symphony Orchestra”, una delle migliori orchestre al mondo, che per la registrazione della colonna sonora è stata diretta dallo stesso Werba, con al seguito il fonico Marco Streccioni e l’ assistente Gabriele Conti, con i quali collabora da diversi anni.  Anche il regista del film, Ziad Hamzeh, e l'attrice protagonista Tricia Helfer sono stati premiati al Procida Film Festival, rispettivamente per la migliore regia e la migliore interpretazione femminile. La musica di “Hello Beautiful” è drammatica, sensibile, profonda; rispecchia il dramma vissuto dalla protagonista. La storia narra di una modella statunitense di successo, che scopre di avere un tumore ai seni e che inizia il calvario per cercare di sconfiggere la malattia. “Hello Beautiful” porta un messaggio di speranza per tutti i malati oncologici del mondo, e lo stesso Werba è stato preso emotivamente dal film, ed ha pianto a fine proiezione: alla visione del film, ha rivissuto tutti gli interventi chirurgici e le terapie alle quali si è dovuto sottoporre negli ultimi anni. 

"Un onore scrivere le musiche di questo film. Sono anch'io un malato oncologico e potete immaginare quanto sia stato coinvolto nella scrittura musicale del film" – ha dichiarato.

Marco Werba ha tenuto nell’Isola una breve masterclass sulla musica applicata, all'interno dello stesso Festival di Procida. Tra i tanti momenti intensi di cui il pubblico ha potuto godere durante la lunga cerimonia sul palco, da ricordare in particolar modo quello dell' esibizione del soprano internazionale Alessandra Gioia, che ha incantato con la sua voce nell’omaggio all’indimenticabile Ennio Morricone eseguendo "C'era una volta il West”. Il Procida Film Festival si conferma non solo come rassegna cinematografica, ma come autentico laboratorio di emozioni e visioni condivise. Tra i premiati del festival, anche il noto produttore cinematografico e televisivo Agostino Saccà. 

MARCO WERBA CON IL SOPRANO ALESSANDRA GIOIA

Un silenzio profondo, quello che racchiude le sensazioni più preziose dell’animo umano, ha accompagnato il concerto spettacolo Italian Soundtracks in the World, tenutosi presso la suggestiva cornice del Teatro Romano di Minturnae, testimoniando la sentita e coinvolta partecipazione di un pubblico numerosissimo.

Scipione al piano

Docente presso il Conservatorio di Musica Santa Cecilia di Roma, compositore, direttore d’orchestra, pianista, clarinettista, orchestratore e arrangiatore, Umberto Scipione è uno dei massimi esponenti della musica italiana nel mondo. Ruolo prestigioso acquisito sia grazie alla sua pluripremiata professione di compositore di colonne sonore per film di grande successo (Il principe abusivo, Benvenuti al Sud, Sotto una buona stella, Chi ha incastrato Babbo Natale?, Io e te dobbiamo parlare, tanto per citarne alcuni) sia per le sue acclamate esibizioni concertistiche a livello nazionale e internazionale. Senza tralasciare la prestigiosa vittoria nel 2024 al World Soundtrack Award per le musiche del film La Guerra dei nonni e tanti altri riconoscimenti.

Scipione con i suoi artisti

Una serata d’incanto al di là di ogni aspettativa – ha commentato Umberto Scipione dopo l’acclamata performance  – sia per il gran numero di spettatori (ho saputo di tante persone che purtroppo non sono riuscite ad accedere al Teatro perché pieno) sia per l’atmosfera carica di vibrazioni che sentivo formarsi attimo dopo attimo, nota dopo nota, in uno scambio continuo di emozioni tra noi artisti sul palco e il pubblico in religioso silenzio, che al termine di ogni esecuzione si apriva in applausi scroscianti, abbracciando me e tutto il mio team, dagli orchestrali ai cantanti alle ballerine, con caloroso affetto. Mi ha colpito profondamente alla fine del Concerto salutare spettatori commossi che si complimentavano con occhi velati di lacrime. Riuscire ad accarezzare il cuore del pubblico, accendere un sorriso sul suo volto per ‘quell’attimo di felicità’ è la gioia più grande che un artista possa provare! È questo il momento magico che la Musica mi regala e senza il quale non potrei vivere”.

Meritati applausi di fine concerto

Il Concerto, in ricordo del Sen. Mario Costa, già Presidente dell’Ente Provinciale per il Turismo di Latina e fautore della riapertura del Teatro Romano di Minturnae nel 1960, è stato promosso in collaborazione con la Casa del Sole Clinica Polispecialistica Tommaso Costa,  nell’ambito delle “Serate a Minturnae” della rassegna “Minturno Scauri 2025, un’estate da vivere” a cura dell’Amministrazione comunale, con il patrocinio della Provincia di Latina e con il supporto della Direzione Regionale Musei Lazio, del Parco Archeologico di Minturnae - Ponte Real Ferdinando.

Anche parti di danza nello spettacolo di Scipione

Italian Soundtracks in the World, strizzando l’occhio al Musical, ha dunque trascinato gli spettatori in un viaggio senza tempo attraverso melodie nate per il Cinema, ma che vivono dei sogni e delle realtà di ognuno di noi. Sul palco dal respiro millenario ha preso vita uno spettacolo durante il quale Umberto Scipione ha presentato la propria visione della Musica, raccontando l’Universo della creazione di una Colonna Sonora, accompagnando per mano il pubblico nel laboratorio segreto del compositore. In un percorso di grandi emozioni, la musica si è alternata a ricordi e aneddoti legati alla composizione dei brani interpretati, ai rapporti con i registi, al mondo della produzione.

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C’è stato anche il tempo di omaggiare colleghi prestigiosi come Ennio Morricone, Luis Bacalov, Nino Rota e Stelvio Cipriani in un vero e proprio spettacolo corale, grazie alla presenza sul palco, insieme al compositore – alternatosi al pianoforte e al clarinetto – di artisti di notevole talento, in gran parte espressione dell’eccellenza del Conservatorio Santa Cecilia di Roma, dove Scipione è docente da vent’anni. Dieci sono i Professori d’Orchestra: Guido Terracciano (Chitarre) Marco Gerolin (Fisarmonica), Nico Ferrera (Percussioni), Nicolò Pulcini (Tromba), Camilla Refice (Flauto), Valerio Gennarini (Oboe), Vittoria Vignaroli (Violino), Dario Sordini (Violino), Simona Ruisi (Viola), Alice Romano (Violoncello). Tre i cantanti: il Soprano Kang Da Hyun, il Tenore Seo Jun Yun, la Pop Singer Marta Verrecchia. Con le ballerine Martina Marcucci e Nicole Cavalluzzo. Consulente musicale Matteo Ilardo.

Scipione sorride al pubblico

(FOTO DI DANIELE IZZI E COSMO DI SCHINO)

Nella splendida cornice della terrazza di Civitanova del Sannio, si è svolta ieri pomeriggio la presentazione del libro "Ti racconto il mio cinema" di Giovanna Mezzogiorno. L'incontro con l'autrice, patrocinato dal Comune di Civitanova del Sannio, presieduto dal sindaco Roberta Ciampittiello, dalla Biblioteca comunale e dall'Ordine dei Giornalisti del Molise, diretto dal Presidente Vincenzo Cimino, è stato moderato dal giornalista e saggista cinematografico Emanuele Pecoraro.

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La scelta di presentare il libro nel piccolo paese dell'entroterra molisano non è affatto casuale. Per la Mezzogiorno questo è un luogo del cuore, legato a tanti bei ricordi della sua infanzia e della sua adolescenza, dove ha modo ancora oggi di ritemprarsi dalle fatiche del set. Una tradizione di famiglia, adottata fin dai primi anni settanta dal padre Vittorio Mezzogiorno e dalla madre Cecilia Sacchi che a Civitanova del Sannio hanno trascorso giornate spensierate, tra la lettura di un copione e l'altro, e che oggi riposano nel cimitero posto a pochi metri dal centro abitato.

Il volume, edito da Mondadori e impreziosito dalle belle illustrazioni di Laura Perez, non è una semplice autobiografia dell'attrice ma un viaggio personale dove la Mezzogiorno ci racconta come si fa cinema, dalla sceneggiatura al montaggio della pellicola, condividendo non solo i suoi ricordi legati al set, ma anche le sfide e le emozioni vissute dietro le quinte. Si tratta di un testo che stupisce per la chiarezza e la semplicità con cui vengono spiegati ai ragazzi i reparti che compongono la complessa macchina del cinema, dall'idea del soggetto agli effetti speciali, dai segreti della recitazione alla sapiente maestria dei registi e dei direttori della fotografia.

Un viaggio nella storia del cinema, che mette in rilievo i momenti salienti della magia delle proiezioni, dalle felici intuizioni sulla camera ottica da parte di un genio come Leonardo Da Vinci nel 1515, passando per le lanterne magiche realizzate da Athanasius Kircher nel 1646, per approdare alla fatidica data del 28 dicembre del 1895, quando i fratelli Lumiere proiettarono in pubblico il loro primo film "L'arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat". 

Sollecitata dal preparato giornalista Pecoraro, la pluripremiata attrice (che vanta un carnet invidiabile di premi tra cui un David di Donatello, quattro Nastri d'argento, una coppa Volpi e un riconoscimento conferito dalla "National Society of Film Critics" statunitense) ha raccontato alcuni momenti importanti della storia del cinema, dalla nascita dello studio system alla costruzione dello star system, passando in rassegna celebri icone del cinema muto come Gloria Swanson e Mary Pickford e registi - a lei molto cari - come Charlie Chaplin e Federico Fellini. 

L'occasione dell'incontro è stata anche un modo per riannodare il filo dei ricordi di una trentennale carriera: dagli anni della formazione nei laboratori organizzati da un pilastro del teatro contemporaneo come Peter Brook alle recenti interpretazioni sul grande schermo, diretta da importanti cineasti come Wim WendersMarco BellocchioFrancesca ArchibugiGianni AmelioMichele Placido e Cristina Comencini. La Mezzogiorno ha anche ricordato il suo debutto sul grande schermo ne "Il viaggio della sposa" di Sergio Rubini e il felice incontro con Ferzan Ozpetek nelle celebri pellicole "La finestra di fronte" e "Napoli velata". Come ha giustamente sottolineato il giornalista Emanuele Pecoraro "a differenza di tanti film corali, diretti dal cineasta turco, le due pellicole mettono in evidenza la straordinaria bravura della Mezzogiorno, capace da sola di ipnotizzare lo spettatore con l'intensità della sua interpretazione". 

Una carriera costruita anche sul coraggio di dire alcuni "no" a sceneggiature e a ruoli che non l'hanno particolarmente convinta: dal sequel de "L'ultimo bacio" di Gabriele Muccino a ben due richieste di affiancare Pippo Baudo nella conduzione del "Festival di Sanremo". Nel giorno segnato dalla scomparsa del grande conduttore, la Mezzogiorno ha ricordato con affetto la premura e l'attenzione dimostratale in una intervista rilasciata in una edizione di "Domenica in", da lui condotta. 

La carriera della Mezzogiorno è stata anche segnata da felici incontri come quello con Angela Molina, musa prediletta da cineasti spagnoli come Luis Bunuel e Pedro Almodovar, nella pellicola "Malefemmene", ambientata in un carcere femminile e ispirata alla storia vera dell'attrice Gioia Scola, prodotta dalla stessa Gioia Scola per la Sagittario Film e distribuita nella sale da Medusa e con Massimo Girotti, indimenticato interprete di "Ossessione" di Luchino Visconti e di "Roma ore 11" di Giuseppe De Santis, nella sua ultima interpretazione per il grande schermo ne "La finestra di fronte" di Ferzan Ozpetek.

L'incontro, particolarmente apprezzato dal numeroso pubblico presente, si è concluso parlando dell'esordio dietro la macchina da presa della Mezzogiorno nel coraggioso cortometraggio "Unfitting", una denuncia contro la violenza psicologica subita dalle attrici, spesso valutate solo in base all'età e all'aspetto fisico.

Si è conclusa con grande successo ad Atrani, autentica perla della Costiera Amalfitana, la Fiera del Libro e dell’Editoria Amalfi Coast, tenutasi il 31 maggio e 1° giugno. Due giornate intense tra parole, musica, libri e riflessione civile, che hanno visto protagonisti oltre 20 autori da tutta Italia, numerose case editrici e appuntamenti di grande suggestione, come il concerto al tramonto sulla spiaggia e l’adesione alla campagna #PostoOccupato, contro la violenza di genere.

Nunzio Bellino e Giuseppe Cossentino Cuore elastico Fiera del Libro Amalfi Coast Atrani

Tra i momenti più apprezzati, la presentazione e firmacopie di "Cuore elastico", il libro che racconta la toccante storia di Nunzio Bellino, attore e personaggio televisivo, scritto insieme all’autore e sceneggiatore Giuseppe Cossentino. Le presentazioni sono state moderate dal direttore artistico e giornalista Antonio Di Giovanni, che ha saputo valorizzare con sensibilità e competenza i contenuti e il vissuto degli autori, creando un dialogo profondo con il pubblico.

"Cuore elastico"  è un romanzo autobiografico che narra la vera storia di Nunzio Bellino, affetto dalla rara Sindrome di Ehlers-Danlos, una malattia genetica del tessuto connettivo che provoca fragilità cutanea, dolori e altre gravi complicanze. Il libro racconta il suo percorso di vita, dall’infanzia segnata dalla malattia e dalla discriminazione, al riscatto personale nel mondo del cinema, della televisione e dello spettacolo. Un’opera potente che lancia un messaggio di accettazione, inclusione e coraggio, e che trasforma il dolore in arte e in testimonianza.
 Tutti i proventi del libro saranno devoluti alla ricerca scientifica sulle malattie rare, rafforzando ulteriormente il valore sociale del progetto.

Nunzio ha emozionato i presenti con il suo cavallo di battaglia, un monologo sulla diversità che ha commosso e lasciato il segno.

Durante l’incontro, Giuseppe Cossentino ha presentato anche il suo apprezzatissimo romanzo "Passioni senza Fine", tratto dall’omonimo radiodramma che produce da anni con grande successo. Una storia intensa di amori, intrighi e relazioni che ha appassionato lettori e ascoltatori in tutta Italia.

 L’evento ha visto la partecipazione straordinaria della madrina Lorella Di Biase, giornalista e autrice RAI, e della delegazione della Regione Toscana, rappresentata dalla giornalista Elena Tempestini, a conferma della rilevanza nazionale dell’iniziativa.

 Per due giorni, Atrani si è trasformata nella capitale della cultura della Costiera Amalfitana, confermandosi luogo d’incontro tra bellezza, parole e impegno civile.

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