Dal 22 ottobre al 1° novembre va in scena la pièce firmata da La Ginestra e Bennicelli con la regia di Roberto Marafante: vent'anni di matrimonio messi a dura prova da un risveglio del tutto inaspettato

Roma – Quando l’evidenza dei fatti smentisce ogni plausibile logica, resta una sola ed estrema risorsa retorica: «Ti posso spiegare». Una formula universale, quasi consolatoria, a cui chiunque si è aggrappato almeno una volta nella vita nel disperato tentativo di arrampicarsi sugli specchi. Ed è proprio attorno a questo perno narrativo che ruota il nuovo appuntamento del Teatro Golden di Roma, pronto ad accogliere la commedia brillante firmata a quattro mani da Michele La Ginestra e Adriano Bennicelli.

Sotto la direzione registica di Roberto Marafante, lo spettacolo porta in scena un trio di volti noti e amati dal pubblico: lo stesso Michele La Ginestra, affiancato da Beatrice Fazi e Martina Pinto. La produzione, curata da PRM Produzioni in collaborazione con il Teatro7, si preannuncia come uno dei titoli di punta dell'avvio della stagione teatrale capitolina.

Al centro della trama c'è una coppia d'annata: un marito e una moglie che hanno condiviso vent’anni di vita matrimoniale in apparenza inappuntabile, senza scossoni né ombre. L'idillio domestico, tuttavia, si infrange rovinosamente al mattino, quando nel letto della coppia fa la sua comparsa una figura del tutto imprevista: una donna giovane, attraente e sconosciuta.

Come sia arrivata lì resta un mistero fitto, complicato da una memoria recente decisamente confusa. Da questo quadro surreale prende il via una narrazione incalzante e ritmata, guidata dal disperato tentativo del protagonista di ricostruire la dinamica dei fatti e di giustificare l'incomprensibile di fronte allo sguardo attonito e inquisitore della moglie. Il racconto si dipana così tra un presente paradossale e i tasselli sfocati di un passato da riassemblare.

Nonostante l'impianto classico della commedia degli equivoci, "Ti posso spiegare" non si limita al mero intrattenimento comico. La drammaturgia sfrutta il paradosso per scandagliare con ironia e acume le pieghe della vita a due: le abitudini consolidate, la tenuta della fiducia reciproca e quei non detti che affiorano inesorabilmente dopo due decenni di convivenza.

La regia di Roberto Marafante valorizza la spiccata intesa del cast, fondendo la comicità affilata di La Ginestra, la presenza scenica incisiva di Beatrice Fazi e la freschezza interpretativa di Martina Pinto per dare vita a uno spaccato di vita quotidiana tanto paradossale quanto universalmente riconoscibile.