Mostre d'arte in Italia

Da Cranach a Monet
Capolavori dalla collezione P‚rez Sim¢n
4 Ottobre 2007 / 27 Gennaio 2008

La collezione P‚rez Sim¢n, che ha sede a Citt… del Messico, Š una delle raccolte artistiche private pi— importanti dell?America Latina. L?assemblaggio della collezione fu avviato all?inizio degli anni settanta del secolo scorso e, nel corso degli ultimi decenni, ha riunito un importante e notevole numero di opere d?arte che comprende dipinti, sculture, opere grafiche e altri oggetti artistici. La collezione privata Š nata con un carattere internazionale e con lo spirito di completare, grazie ai suoi fondi, il panorama culturale del contesto che la circonda. L?arco di tempo considerato Š vasto, poich‚ comprende opere del XIV secolo al XIX, secolo nel quale si addentra con esemplari notevoli di arte contemporanea.

I capolavori della collezione P‚rez Sim¢n in mostra alla Fondazione Memmo sono il risultato di una scelta rigorosa. I 57 dipinti presentati al pubblico sono solo un esempio della ricchezza della collezione, della quale la scelta costituisce un riflesso fedele. Il percorso proposto parte dal XIV secolo, con opere della scuola italiana, per terminare con il XIX secolo, uno dei punti di forza della collezione messicana.

L?itinerario si apre con i dipinti italiani e tedeschi dal XIV al XVI secolo, con opere di Spinello Aretino, Benvenuto di Giovanni, Bronzino e Luca Cranach il Vecchio, rappresentato da due tavole, una di esse intitolata La Carit…. Tra gli artisti fiamminghi e olandesi del XVII secolo troviamo, tra gli altri, Pieter Brueghel II, Rubens, Anton van Dyck, David Teniers II, Pieter Claesz e Ferdinand Bol con composizioni sacre, allegorie e ritratti. Il XVIII secolo Š rappresentato dalle tele di due tra i pi— famosi vedutisti dell?epoca, Gian Paolo Pannini e Canaletto, alternati a opere di Giambattista Tiepolo, del francese Jean-Marc Nattier e di Francisco de Goya, presente con uno splendido ritratto su tavola.

Il XIX secolo Š stato suddiviso in tre sezioni: Accademismo e Realismo, Pittura vittoriana e Impressionimo e Post-impressionismo. Queste sezioni comprendono, suddivisi per temi, alcuni dei criteri serviti per assemblare la collezione P‚rez Sim¢n, per esempio il piacere per la bellezza muliebre, la sensualit… e l?amore per la terra, che si plasma nelle scene che rappresentano il mondo rurale e i lavori nei campi. Tra i pittori della sezione Accademismo e Realismo risaltano Jean-Baptiste-Camille Corot, Alexandre Cabanel, Jean-L‚on G‚r“me, William-Adolphe Bouguereau e Julien Dupr‚. Il mondo vittoriano e la sua estetica, una delle sezioni pi— affascinanti per la quantit… e la qualit… delle opere esposte, si esprime grazie a Dante Gabriel Rossetti, Sir Lawrence Alma-Tadema, John William Waterhouse ed Henry Arthur Payne. La mostra si chiude con le tele di pittori impressionisti e post-impressionisti come Camille Pissarro, Claude Monet, Paul Gauguin e Vincent van Gogh. Con essi si chiude brillantemente il XIX secolo, come pure il percorso espositivo che la Fondazione Memmo propone e che svela parte dei capolavori dell?importante collezione privata messicana



Categoria: Le Interviste

L'allievo supera il maestro, Antonello De Pierro si confessa dopo il sorpasso su Di Pietro

In un’intervista esclusiva, il leader dell’Italia dei Diritti - De Pierro analizza le ragioni del suo exploit digitale, il legame con il passato nell'IdV e la nuova frontiera della "politica del marciapiede" che sta scardinando le gerarchie del consenso

Roma - I dati dei primi mesi del 2026 hanno sancito un verdetto inequivocabile nelle geografie del consenso digitale: Antonello De Pierro, con oltre 261mila follower, ha ufficialmente superato Antonio Di Pietro nella prestigiosa classifica di PoliticaSuFacebook.it. Un risultato che non è solo numerico, ma che segna una linea di demarcazione tra la politica della memoria e quella dell'azione diretta sul territorio. Abbiamo incontrato il giornalista romano, oggi alla guida del movimento Italia dei Diritti - De Pierro, per capire come sia riuscito a trasformare una "redazione civica" nella forza d'urto mediatica più rilevante del panorama extra-parlamentare italiano, lasciandosi alle spalle anche nomi di peso del governo attuale.

Presidente De Pierro, partiamo dai numeri che stanno facendo discutere i palazzi romani. Al 28 marzo 2026, la Sua pagina Facebook ha toccato quota 261.141 follower, superando ufficialmente Antonio Di Pietro. Come ci si sente a essere l'allievo che scavalca il maestro sul terreno della visibilità digitale?

"Guardi, più che una competizione personale, lo considero un passaggio di testimone naturale dettato dai tempi. Antonio Di Pietro è stato un gigante, l'uomo che ha segnato un'epoca con 'Mani Pulite', e io non dimentico le mie radici nelle file dell'Italia dei Valori. Tuttavia, oggi la politica della testimonianza storica non basta più. I cittadini non cercano più icone del passato da venerare, ma interlocutori presenti nel loro presente. Il mio sorpasso non è un atto di sfida, ma la certificazione che il nostro metodo, quello della vicinanza fisica ai problemi, è l'unica chiave per aprire la porta del consenso reale nel 2026."

Siamo la voce di chi non ha più megafoni, dai social alla strada la sfida al Palazzo di Antonello De Pierro

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Mentre i leader tradizionali restano prigionieri dei talk show, il fondatore dell'Italia dei Diritti - De Pierro analizza in un'intervista il traguardo degli oltre 260.000 follower: "Il nostro non è un algoritmo, ma un atto d'accusa quotidiano contro i disservizi. Il Palazzo trema perché i nostri follower sono persone reali, stanche di promesse e affamate di diritti. La pacchia per gli amministratori incapaci è finita davvero"

 

Roma – Lo incontriamo nel suo ufficio, circondato da dossier che arrivano da ogni angolo d’Italia. Antonello De Pierro, giornalista di lungo corso e leader dell’Italia dei Diritti - De Pierro, non nasconde la soddisfazione per un traguardo che, numeri alla mano, lo proietta nell'Olimpo della politica digitale italiana. Con oltre 260.000 follower su Facebook, ha appena messo a segno un sorpasso storico su pesi massimi del governo e dell'opposizione.

Presidente De Pierro, partiamo dal dato cronachistico: oltre 260.000 follower. Ha superato Tajani, Fratoianni e Di Pietro. Si sente l’outsider che sta rompendo il giocattolo dei partiti tradizionali?

«Guardi, più che un outsider mi definirei un "insider della realtà". Il fatto che un movimento come il nostro, che non gode dei finanziamenti milionari dei partiti di sistema o di presenze fisse nei talk show, superi il vicepremier Tajani o leader storici come Fratoianni, deve far riflettere. Significa che il Palazzo parla una lingua morta, mentre noi parliamo la lingua dei bisogni. Questi 260.000 cittadini non sono semplici "like", sono sentinelle. Ogni volta che postiamo una denuncia su un ospedale che non funziona o su una strada colabrodo, quella non è comunicazione: è un atto d'accusa che arriva dritto nelle case degli italiani.»

L'intervista esclusiva, Antonello De Pierro e la "resistenza" culturale romana

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In occasione del ritorno sulle scene di Luciana Frazzetto con "Una ladra per amica", abbiamo incontrato il leader dell'Italia dei Diritti-De Pierro. Un colloquio fiume che spazia dal teatro alla politica, dalla direzione di Radio Roma alla difesa dei diritti civili

Roma  - L'atmosfera frizzante che si respirava nel foyer del Teatro delle Muse, in occasione della "prima" di Luciana Frazzetto, non era solo quella dei grandi eventi mondani, ma il segnale di un risveglio culturale atteso da tempo. Tra i volti più significativi presenti in platea spiccava quello di Antonello De Pierro, una figura che incarna la sintesi perfetta tra l'analisi giornalistica d'assalto e l'impegno civile militante. Già storico direttore di Radio Roma, dove per un decennio ha trasformato il teatro in un pilastro dell'informazione radiofonica, oggi De Pierro guida il movimento Italia dei Diritti - De Pierro con la stessa passione con cui difende la dignità dell'arte. Lo abbiamo incontrato a margine dello spettacolo per approfondire le ragioni del suo sostegno testimoniale e la sua visione su una Roma che, nonostante tutto, non rinuncia a riflettere attraverso il palcoscenico.

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