Mostre d'arte in Italia

Giorgio Scalco

a cura di Gilberto Algranti

13 Settembre - 21 Ottobre 2007



Spazio


Viale Sabotino 22 - Milano









Milano, 3 Ottobre 2007 ? Paesaggi nature morte e figure che sottolineano canoni eterni dell?estetica e del sentimento: le opere di Giorgio Scalco saranno in esposizione presso lo Spazio Figurae a Milano, dal 13 Settembre al 21 ottobre, in una mostra che ripropone l?intero percorso creativo del pittore di Schio.

Curata da Gilberto Algranti realizzata da Tekne Eventi, l?esposizione presenta 41 tele, di medie e grandi dimensioni e si trasferir… nel periodo autunnale (27 Ottobre - 18 Novembre) al Palazzo Ex Municipio di Trissino (Vicenza) con il patrocinio del Comune che ospiter… la mostra.



Nato a Schio (Vicenza) nel 1929, Giorgio Scalco, dopo una borsa di studio al Centro Sperimentale di Cinematografia e il diploma in Scenografia, lavora per molti anni a CineCitt… come scenografo. In seguito si dedica al mosaico, all'affresco e alla vetreria istoriata. Dal 1961 comincia il suo avvicinamento alla pittura alla quale decider… ben presto di dedicarsi professionalmente. Difficile da catalogare nelle varie scuole o movimenti artistici succedutisi nella seconda met… del ?900, Scalco non abbandona le sue passioni, anzi le fonde adeguando l?intensa sensibilit… pittorica alla composizione architettonica della scena.



Il percorso espositivo Š significativamente suddiviso in tre generi-sezioni: nature morte, paesaggi e figure.

- La natura morta caratterizza la produzione degli anni Ottanta. Non sono semplici assemblaggi di oggetti d?uso comune o frutti, sono le cose che realmente gli sono intorno nella vita e che gli appartengono. Pi— che ritrarre dal vero, il pittore sembra ritrarre il suo vero.

- Nei paesaggi l?artista ritrae le sue terre, gli altipiani dell?Asiago o la campagna intorno a Roma dove ora vive. Non accetta il presente, nei ritratti come nei paesaggi, dove omette i fabbricati che disturbano la memoria dei posti che tanto ha amato. Sono vedute romantiche, alla scoperta dell?anima delle cose.

- Le figure sono poste fuori dal tempo, dove la famiglia Š un tema fondamentale, i soggetti prediletti sono i figli e i nipoti, sempre colti in pose che non permettono un dialogo con lo spettatore. Giovani donne, ragazzi, la figlia Ginny (modella preferita), tutti immobili, senza emozioni visibili sui volti. A volte, come per sottolineare ancora di pi— questo aspetto, Scalco realizza un quadro nel quadro: il soggetto si ripete nel quadro che gli fa da sfondo.



Come scrive Gilberto Algranti nella recensione del catalogo dell? Antologia della figurazione contemporanea. Italia: le ultime generazioni ?Volumi sicuri, forme compiute e fortemente plastiche nelle figure, nelle cose, paesaggi veri senza sogno: questo Š il mondo di Giorgio Scalco. Il racconto non Š mai enfatico, mai retorico, la tela ospita la narrazione come una storia antica come la vita e non ha bisogno di fronzoli e di ricercatezze, non si compiace di invenzioni ma punta diritto al vero, forse indugiando su alcuni dettagli salienti che vogliono confermare la sua propensione a non transigere mai dal pensiero profondo che la sospinge. Cos Giorgio Scalco vuole cantare la poesia del quotidiano, fatta di parole che non indugiano negli effetti ma mirano al cuore. Facile criticare quello che si vede, pi— difficile riuscire a restituire la grande dignit… della verit… anche alle cose pi— semplici e ai sentimenti pi— genuini.?



L'esposizione sar… documentata da un catalogo edito da Tekne Eventi - Spazio Figurae, contenente le immagini delle opere esposte e accompagnata da un testo di Gilberto Algranti, da due presentazioni del Sindaco e del Presidente della Pro Loco di Trissino, e da un?intervista all?artista di Alessia Mesirca Morlotti.

Pochi gesti sono cos semplici, immediati eppure complessi come l?atto del mangiare. Non stupisce quindi che pi— di 40 artisti internazionali abbiano voluto misurarsi con quell?atto. Le loro opere comporranno ?Foodscapes ? Art & Gastronomy?, la grande mostra d'arte contemporanea che sar… allestita a Parma, citt… che della gastronomia Š la capitale naturale, nei locali dell'ex Cinema Trento, a cura di L¢r nd Hegyi, critico internazionale e direttore del Museo d'Arte Moderna di Saint Eti‚nne.

L?esposizione, che sar… aperta al pubblico dal 7 ottobre 2007 al 6 gennaio 2008, presenta un vasto orizzonte di opere d'arte che riflettono, appunto, il complesso tema del mangiare, fornendone un contesto storico, antropologico, sociologico e culturale. Questa fondamentale seppur banale, naturale, elementare attivit… implica ed evoca riferimenti illimitati, di tipo sociale, culturale, linguistico, politico, ideologico, religioso, antropologico, medico, clinico e va a toccare zone particolarmente sensibili, tab—, territori proibiti, contenuti nascosti ed inconsci, che sono condizionati dal contesto culturale e storico e determinati dall'educazione.

In questo senso, l'atto di mangiare sembra essere pi— culturale che biologico; pi— metafisico che fisico; pi— metaforico che reale. Bench‚ sia strettamente necessario alla vita, bench‚ sia esso stesso vita, bench‚ sia parte delle attivit… umane fondamentali ed essenziali, l'atto di mangiare Š una delle attivit… umane pi— potenti e complesse: Š l'attivit… che in se stessa ha a che fare con la fondamentale ed elementare auto-riproduzione, cos come con la socializzazione e la comunicazione dell'individuazione metaforica dell'esistenza umana in quanto attivit… strutturata, organizzata, teologica, razionale, nell'universo.

La mostra sar… strutturata in diverse sezioni tematiche, basate su diversi contesti di riferimento.
Da un lato, ci sono contesti culturalmente, storicamente, ideologicamente, religiosamente condizionati nei quali l'atto di mangiare si trasforma in un'entit… profondamente metaforica. La sacralit… e il carattere rappresentativo del cibo, le formalit… cerimoniali, l'estetica di potere e ricchezza, la gerarchia ed il complesso e differenziato sistema di esclusivit… ed inclusivit…, l'accettazione o il rifiuto sociale, la posizione centrale o la marginalit… costituiscono momenti cruciali in questi contesti.
D'altro canto, l'atto di mangiare Š ? e tuttora rimane ? qualcosa di barbaro, animale, incontrollabile, qualcosa di distruttivo, inconscio, spontaneo, anarchico, immediato, bestiale, un'attivit… immorale che d… ampio spazio a processi irrazionali, spontanei, illimitati, irreversibili, ad absurdum fino al cannibalismo e all'auto-distruzione pi— oscena, all'auto-mortificazione simile al suicidio ed all'edonismo che va oltre l'esagerazione. Quest'aspetto patologico dell'atto di mangiare al di fuori delle necessit… biologiche e sociali, al di fuori di ogni necessit… razionale e fisiologica, Š spesso connesso con una prassi allegorica, magica, di segrete visioni religiose, mistiche di potere sul mondo reale.
Artisti di tutti i tempi sono stati affascinati dalle complesse declinazioni possibili del ?cibarsi?. In questa occasione, L¢r nd Hegyi ha scelto opere di artisti contemporanei quali: Marina Abramovic, John Armleder, Vanessa Beecroft, Chun Sung-Myung, Valerio De Berardinis, Silvano De Pietri, Wim Delvoye, Erik Dietman, Tracey Emin, Erro, Sylvie Fleury, Omar Galliani, Gilbert & George, J”rg Immendorff, Ilya Kabakov, Sejla Kameric, Oleg Kulig, Jean-Jacques Lebel, Eva Marisaldi, Bernhard Martin, Matthew McCaslin, Maurizio Nannucci, Brigitte Niedermair, Hermann Nitsch, Dennis Oppenheim, Orlan, Claudio Parmiggiani, Vettor Pisani, Michelangelo Pistoletto, Graziano Pompili, Patrick Raynaud, Alberto Reggianini, David Reimondo, Enrico Robusti, Salvo, Denis Santachiara, Andr‚s Serrano, Stefano Spagnoli, Daniel Spoerri, Barth‚l‚my Toguo, Tunga, Sam Taylor-Wood.


?Foodscapes ? Arte & Gastronomia? Š uno dei momenti del grande progetto denominato ?GNAM Gastronomia nell?Arte Moderna? promosso da Provincia di Parma, Fondazione Cariparma, Unione Parmense degli Industriali, Camera di Commercio di Parma e realizzato da Solares Fondazione delle Arti sotto la direzione artistica di Andrea Gambetta.

Nell?ambito della manifestazione sar… presentato un progetto realizzato dall?Accademia di Belle Arti di Brera di Milano intitolato ?Trattoria da Salvatore?. Il progetto, nato nel 1996 presso l?Accademia da un'idea di Nicola Salvatore (docente del corso), e curato da Antonio D'Avossa e Alberto Mattia Martini, ha come elemento primario il rapporto tra cibo e arte.



?Foodscapes ? Art & Gastronomy?, Parma, ex Cinema Trento, 7 ottobre 2007 ? 6 gennaio 2008. Orari d'apertura: dal marted al venerd dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19; sabato e domenica dalle 10 alle 19
Prezzi: ingresso intero 7 ?, ingresso ridotto 5 ?, ingresso performance 3 ?. Bambini fino a 5 anni gratuito; da 6 a 18 anni e oltre i 65 ridotto. Possibilit… di sconti per gruppi e scolaresche.

Catalogo mostra edito da Federico Motta Editore a cura di Andrea Gambetta con interventi di L¢r nd Hegyi, Marcello Garofalo, Luigi Settembrini, Gloria Bianchino e Giuseppe Bertolucci.

GIOVANNI FATTORI
147 incisioni
donate dall?Accademia Carrara di Bergamo da Luigi Franconi
e i disegni delle collezioni dell?Istituto Nazionale per la Grafica
a cura di Fabio Fiorani e Maria Cristina Rodeschini


COMUNICATO STAMPA

La mostra presenta 124 acqueforti e 23 litografie di Giovanni Fattori della collezione donata da Luigi Franconi all?Accademia Carrara di Bergamo, dove oggi Š conservata, una delle raccolte pi— interessanti e complete di incisioni del grande maestro macchiaiolo.
A dialogare con questo nucleo sono 19 disegni e un prezioso taccuino inedito di schizzi raffiguranti studi d?animali, figure di butteri, soldati e piccoli scorci di paesaggio, provenienti dalle collezioni dell?Istituto Nazionale per la Grafica.
Ben nota agli studiosi per il suo carattere di sistematicit… e completezza, la raccolta Franconi dell?Accademia Carrara di Bergamo, comprende ben 124 delle oltre 200 acqueforti note di Fattori. Non mancano fogli eccezionali, come alcuni esemplari unici e una serie tirata da Fattori con il suo piccolo torchio a mano.
La presenza in mostra anche di alcune stampe custodite dall?Istituto Nazionale per la Grafica, che documentano stati diversi da quelli presenti nella raccolta Franconi, testimoniano ulteriormente l?approfondita e appassionata ricerca svolta da Fattori in questo ambito espressivo.
L?esposizione consente quindi al pubblico di leggere il percorso grafico dell?artista che, per originalit… e modernit…, Š considerato il pi— grande incisore dell?Ottocento italiano.
Giovanni Fattori (Livorno 1825 ? Firenze 1908) si dedic• con particolare interesse all? incisione solo nella maturit…, a partire dagli anni ?80 del XIX secolo, diventando tuttavia un punto di riferimento per la ricerca grafica italiana del Novecento, da Bartolini a Morandi.
Fattori infatti scopre nell?acquaforte la possibilit… di sperimentare nuove soluzioni espressive e, rompendo apertamente con la tradizione incisoria, inventa una nuova grafia che, mai uguale a se stessa, asseconda in modo puro, forte e istintivo il mutare dell?ispirazione, ora poetica e malinconica, ora aspra e dirompente. Arrivando fino alla noncuranza per il dettaglio e per le finezze tecniche, con l?unico obiettivo di tradurre nel segnare deciso e forte quel rapporto diretto e immediato con le cose che contraddistinse il suo essere artista.
Ricorrono nelle vere e proprie intuizioni grafiche del maestro macchiaiolo tanti motivi frequentati nella pittura: vivide ?impressioni? campestri, scorci quasi fotografici di stradine riarse dal sole, figure affaticate e impolverate di militari a cavallo e di anti-eroi, contadini al lavoro, cavalli solitari al pascolo, buoi e vacche spossati dal peso del giogo, paesaggi boschivi, maremmani e marini. Tutte immagini catturate agli scenari dell?amata Toscana.
Ma nei fogli incisi la ?macchia? lascia il posto alla sintesi potente di un segno vigoroso ed essenziale, che scava e corrode la superficie dell?immagine per distillare la cruda e semplice verit… del mondo ambientale e umano caro all?artista, incentrato sulla fatica dell?esistenza e sui brani di vita quotidiana degli umili e degli emarginati:
?...l?ammirevole raccolta della sue incisioni, formata da Luigi Franconi, Š un documento straordinario della scoperta di un?Italia sommersa, osservata con l?impassibile obiettivit… di chi non ha la mente alterata dai veli classicheggianti, l?Italia non gi… terra di eroi, poeti e Santi, ma il povero Paese che seppe far miracoli nel grande periodo che va dal 1860 alle giornate radiose,...all?inserimento in un circuito economico in progresso?, scrisse Federico Zeri nella prefazione al Catalogo della Donazione Franconi (Ed. Pananti, Firenze, 1987).
Curato da Andrea Baboni, il volume, che Š anche catalogo generale dell?opera incisa di Fattori, accompagner… la mostra romana, completato per questa occasione da un catalogo coordinato delle opere dell?artista conservate dall?Istituto Nazionale per la Grafica.

La mostra Š organizzata dall?Istituto Nazionale per la Grafica e dall?Accademia Carrara di Bergamo.

L?Istituto Nazionale per la Grafica dedica la mostra alla studiosa dell?opera grafica di Fattori, Anna Maria Bonagura.
Mario Ceroli
a cura di Maurizio Calvesi e Claudia Terenzi
Sale Livello 1 (lato Via Milano)
6 ottobre ? 2 dicembre 2007

Mario Ceroli, uno dei maggiori scultori a livello internazionale, a partire dai primi anni Sessanta, e fino alle opere pi— recenti, ha sempre rivelato una straordinaria ?pratica? artigianale nel lavorare i pi— vari materiali, oltre ad una grande creativit…. Molte sono le sue opere conservate in Italia e all?estero in collezioni private e nei pi— importanti musei, la sua presenza alle mostre pi— significative (alla Biennale di Venezia del ?66 present• la Cassa Sistina, che ebbe il premio per la scultura). In questa opera, come in altre successive, si pu• considerare un antesignano dell?arte povera, ma Š soprattutto la sua ricerca sui profili, solitamente in legno, una ricerca di grande originalit…, che avr… notevoli sviluppi sulla sua produzione: nota, tra queste opere Š La Cina (1966), una schiera compatta di sagome in legno che divengono un allestimento spettacolare, oltre ad alludere alla ideologia collettiva che ne era alla base.
Occorre ricordare i tanti allestimenti scenici realizzati dall?artista, per il teatro, per il cinema, per la televisione: Riccardo III con la regia di Luca Ronconi; Orgia di Pier Paolo Pasolini; Norma, con la regia di Mauro Bolognini; Omaggio a Martin Luther King, musica di Goffredo Petrassi; Aida, diretta da Giuseppe Sinopoli. Importanti i numerosi monumenti realizzati dall?artista, fino ai pi— recenti collocati a Firenze, in piazza Strozzi e alla Fortezza da Basso.
La mostra non vuole essere una antologica dell?opera di Mario Ceroli, ma piuttosto puntare sulla spettacolarit… e sull?uso dei diversi materiali: il legno, il vetro, le terre colorate, la stoffa, la sabbia, la cenere ecc. Quindi, oltre ad alcune opere rappresentative del lavoro precedente (tra queste La Cina, Pier delle Vigne), verr… appositamente creata, nella sala centrale, una grande installazione con polveri di colori e sagome in legno, e, nelle sale accanto, opere della sua pi— recente ricerca realizzate con legno e cenere, con carte vetrate, colori e altro.
Curatori della mostra sono Maurizio Calvesi e Claudia Terenzi.
Il catalogo, edito da Giunti Arte mostre musei, riporter…, tra l?altro, un saggio di Calvesi sul complessivo percorso artistico di Mario Ceroli; uno di Claudia Terenzi sui diversi mezzi espressivi, sintesi, quindi, dei suoi molteplici interventi, dalla scultura, alla pittura, alle installazioni, agli allestimenti scenici, attraverso l?analisi delle mostre pi— importanti e delle pi— significative testimonianze critiche. Saranno presenti anche una biografia redatta da Paola Bonani e molte fotografie documentarie del lavoro di Ceroli provenienti dal suo archivio privato.
Stanley Kubrick
a cura di Hans-Peter Reichmann
Sale Livello 2
6 ottobre 2007 ? 6 gennaio 2008


Dedicata a uno dei maestri indiscussi della storia del cinema, la mostra ?Stanley Kubrick? presenta l?opera del regista americano mettendola in relazione con il materiale preparatorio e tecnico proveniente dagli archivi dello Stanley Kubrick Estate, resi accessibili per la prima volta in quest?occasione: documenti inediti, copioni, appunti di regia, fotografie, testimonianze e filmati dal backstage, plastici, costumi e ricostruzioni di alcune delle pi— suggestive ambientazioni sceniche.
L?obiettivo dell?esposizione, ideata e prodotta dal Deutsches Filmmuseum di Francoforte in collaborazione con Christiane Kubrick e Jan Harlan (The Stanley Kubrick Estate), Š quello di condurre il pubblico ?dietro la macchina da presa?, mettendo in luce il personalissimo metodo di lavoro del regista, il suo costante interesse per l?architettura, il design, l?arte e la letteratura, e rivelando i segreti che si celano dietro ai numerosi espedienti tecnici che diedero forma ad alcune delle sequenze pi— celebri dei suoi lavori.
Dopo un?introduzione di carattere biografico, nella quale verranno presentati i reportage per la rivista ?Look? e le pellicole degli esordi (Day of the Fight, Flying Padre, Mr.Lincoln, The Seafarers, Fear and Desire), la mostra ripercorre l?intera filmografia del regista, dai lungometraggi in bianco e nero come Il bacio dell?assassino, Rapina a mano armata e Lolita ai film di soggetto bellico (Orizzonti di Gloria, Il Dottor Stranamore e Full Metal Jacket); da quelli di carattere storico (Spartacus e Barry Lyndon) ai thriller psicologici come Shining e Arancia Meccanica, per finire con Eyes Wide Shut. Senza dimenticare i grandi progetti che non videro mai la luce, ma ai quali lavor• a lungo, come Napoleon, Aryan Papers e A.I. (Artificial Intelligence), in seguito realizzato da Steven Spielberg.
Particolare attenzione verr… dedicata a 2001: Odissea nello spazio. In questa sezione, oltre ai costumi e ai modellini (come quello della celebre centrifuga della navicella spaziale Discovery e il computer Hal), trover… posto una ricostruzione della scenografia utilizzata per il prologo del film, realizzato grazie alla tecnica della ?front projection?, che verr… riproposta in mostra permettendo ai visitatori di ?entrare? nel set, diventando parte integrante della scena. Le attrezzature utilizzate per gli effetti speciali occuperanno un posto di primo piano: in mostra, tra l?altro, la lente Zeiss, prodotta dalla NASA, che permise al regista di girare le scene a lume di candela di Barry Lyndon.
Un?audioguida accompagner… il visitatore lungo il percorso espositivo, mentre un documentario illustrer… le scelte di Kubrick in tema di colonne sonore. In concomitanza con la mostra Š stato realizzato un volume-catalogo, edito da Giunti Arte mostre musei con un?introduzione di Martin Scorsese e numerosi saggi critici.
La prima edizione della mostra Š stata presentata presso il Deutsches Filmmuseum di Francoforte in collaborazione con il Deutsches Architektur Museum.
L?esposizione romana Š affiancata da una retrospettiva cinematografica che si terr… nella sala Cinema del Palazzo delle Esposizioni.
Mark Rothko
a cura di Oliver Wick
6 ottobre 2007 - 6 gennaio 2008



Entrance to Subway, 1938
Collezione Kate Rothko Prizel

Rare sono state le occasioni in Italia di assistere a una grande mostra monografica dedicata al pittore americano di origine russa; si ricordano l'unica retrospettiva dell'artista vivente, organizzata dal Museum of Moden Art di New York, portata nel 1962 a Roma e presentata alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna, o quella commemorativa a Ca' Pesaro, in occasione della Biennale di Venezia del 1970, subito dopo la sua tragica morte.

Questa retrospettiva su Mark Rothko, curata da Oliver Wick e prodotta dall'Azienda Speciale Palaexpo e da Arthemisia, si presenta quindi come una occasione unica in Italia per vedere riunite cos tante opere di uno dei pi— grandi artisti del secolo scorso.


Untitled, 1949, National Gallery of Art, Washington - Gift of the Mark Rothko Foundation, Inc
Noto come espressionista astratto, lo stesso Rothko ha sovente smentito questa affermazione. La mostra mira a fornire un quadro generale della sua produzione, non dimenticando la costante preoccupazione dell'artista di presentare il suo lavoro attraverso gruppi di opere attentamente selezionate, concepiti proprio per accrescere l'impatto visivo sui visitatori. La selezione dei dipinti segue dunque precisi criteri nel percorso espositivo. I dipinti sono una settantina, oltre a un significativo gruppo di opere su carta che illustrano aspetti specifici di ogni periodo.
Per i primi lavori di Rothko, la mostra si focalizza sui dipinti, relativamente piccoli, eseguiti con una preparazione in gesso, il cui uso tende a dare al pigmento una qualit… simile all'affresco, con delicate tonalit… ed una consistenza sottile dove Š evidente l'influenza dell'arte italiana del Quattrocento, in particolare di Beato Angelico.
La tradizione del Rinascimento italiano, soprattutto degli affreschi, ha avuto una straordinaria influenza sulla serie di commissioni murali del periodo classico di Rothko. Queste suggestioni sono esplorate anche nel caso dei lavori surrealisti, nei quali la tecnica dello strato sottile di pittura e delle velature Š sempre pi— perfezionata.
Light Red over Black, 1957
Tate, London

Accanto a una selezione dei cosiddetti "Multiforms", caratterizzati da macchie di colore e da un particolare effetto plastico - spaziale, che completa la prima fase dei lavori di Rothko, si possono ammirare alcuni dipinti successivi, con sempre pi— ampi campi di colore rettangolari.

Il "classico" Rothko, con i lavori pi— maturi, realizzati negli anni ?50 su tele di grande formato, costituiscono la parte pi— affascinante, e pi— nota, dell'attivit… dell'artista, per la straordinaria qualit… dei colori, per l'originalit… e l'intenso effetto delle sue composizioni.
Tra questi il grande il nucleo di quadri della sala dedicata al''artista alla Biennale di Venezia del '58, che segna il primo apprezzamento della sua arte in Europa, oltre ad alcune opere appartenute originariamente a collezioni italiane. Inoltre, le tele "Blackform", con la singole forme scure squadrate, dipinte a partire dal 1960, danno l'idea del forte desiderio di Rothko di creare uno spazio spirituale.



Untitled, 1969
Collezione privata
La mostra si conclude con gli ultimi dipinti dell'artista, i "Black on Gray", un gruppo di opere che segna il culmine di un'arte sempre pi— austera e orientata verso nuove prospettive artistiche in rapporto diretto con lo spettatore.
Le opere esposte provengono dai pi— importanti musei internazionali: Fondation Beyeler, Basilea; Guggenheim Museum, Bilbao; Tate, Londra; High Museum of Art, Atlanta; The Baltimore Museum of Art, Baltimora; Walker Art Center, Minneapolis; Los Angeles County Museum of Art, Los Angeles; Museum of Contemporary Art, Los Angeles; Solomon R. Guggenheim Museum, New York; The Metropolitan Museum of Art, New York; Whitney Museum of American Art, New York; Allen Memorial Art Museum, Oberlin; National Gallery of Art, Washington; National Gallery of Australia, Canberra; National Gallery of Canada, Ottawa; Museo Tamayo Arte Contempor neo, Citt… del Messico; Tel Aviv Museum of Art, Tel Aviv.
A queste si aggiungono alcune opere concesse da collezioni private, tra cui un importante nucleo di propriet… di Christopher Rothko e Kate Rothko Prizel, che hanno contribuito in maniera decisiva alla realizzazione della mostra.

Categoria: Le Interviste

Barbuto è l'innesto che trasforma la nostra prossimità in potenza nazionale, intervista esclusiva ad Antonello De Pierro

Il leader dell'Italia dei Diritti-De Pierro commenta l'ingresso dello storico organizzatore dei  Meetup del M5S: "Con la sua esperienza potenzieremo capillarmente la rete dei consiglieri ombra su scala nazionale per dare voce ai cittadini contro i disservizi delle amministrazioni"

Roma – Lo incontriamo nel suo ufficio, un laboratorio di idee dove i dossier sui disservizi locali si mescolano a volumi di filosofia e critica d'arte. Antonello De Pierro, giornalista di lungo corso e leader dell'Italia dei Diritti-De Pierro, emana la soddisfazione di chi ha appena messo a segno un colpo politico di rara caratura. L'adesione di Danilo Barbuto non è per lui solo un atto formale, ma una vera catarsi organizzativa.

Presidente De Pierro, partiamo subito dal cuore della notizia. L’ingresso di Danilo Barbuto nel vostro movimento sta agitando le acque della politica capitolina. Come è nata questa intesa e cosa rappresenta per lei, umanamente e politicamente?

«Guardi, con Danilo c’è stata una sintonia immediata, basata sulla condivisione di un sistema di valori che oggi sembra estinto. Politicamente, il suo ingresso rappresenta la chiusura di un cerchio ideale. Danilo non è un semplice "acquisto" politico; è l’uomo che ha inventato la partecipazione dal basso a Roma. Averlo con noi significa che l'Italia dei Diritti è diventata il porto sicuro per chi quella partecipazione l'ha creata e poi vista tradire dalle logiche di palazzo. Umanamente, provo una profonda stima: Danilo è un purista del territorio, uno che non ha mai cercato la visibilità delle poltrone, ma la solidità dei risultati per la collettività».

Lei ha spesso definito l’Italia dei Diritti-De Pierro come un movimento di "politica di prossimità". In che modo la figura di Barbuto, che è stato il regista dei Meetup romani, si integra con questo concetto?

«Si integra in maniera esponenziale. Noi siamo nati per stare nelle strade, tra i banchi dei mercati, negli uffici pubblici che non funzionano. La nostra forza è la vicinanza fisica ai problemi quotidiani. Danilo è il massimo esperto di questa metodologia. Lui ha dimostrato che se organizzi la cittadinanza attiva e la trasformi in proposta, puoi scardinare i vecchi apparati. Con lui, la nostra "prossimità" smette di essere solo una nobile intenzione e diventa una macchina operativa di altissimo livello. Danilo sa come ascoltare il territorio e come tradurlo in azione politica capillare».

La candidatura del disabile Massimini è un proiettile di civiltà, Antonello De Pierro scuote le amministrative di Percile

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"Schierare un disabile motorio nel borgo delle barriere architettoniche non è una provocazione, ma un obbligo morale. Se Fabrizio verrà eletto, o il Comune si adegua o Palazzo Borghese chiude per illegalità democratica. Noi dell’Italia dei Diritti - De Pierro non facciamo sconti"

Roma - Le elezioni comunali del 24 e 25 maggio a Percile assumono oggi una rilevanza che travalica i confini locali, diventando un caso di studio nazionale sulla democrazia e l'inclusione. All'interno della lista guidata dal candidato sindaco Luca Hammad, il movimento Italia dei Diritti-De Pierro ha calato l'asso: la candidatura di Fabrizio Massimini, cittadino con disabilità motoria. Una mossa che il presidente del movimento Antonello De Pierro commenta in questa intervista fiume, tracciando la linea di una battaglia che promette di cambiare per sempre il volto e l'accesso del borgo.

Presidente De Pierro, la candidatura di Fabrizio Massimini a Percile sta facendo rumore. Qualcuno la definisce una mossa audace, altri una sfida aperta all'attuale amministrazione. Qual è la verità?

"La verità è che la candidatura di Fabrizio Massimini è un proiettile di civiltà puntato contro il cuore del castello burocratico di Percile. Non è una sfida, è la realtà che bussa alla porta di chi ha fatto finta di non vedere per anni. Schierare Fabrizio nella lista di Luca Hammad significa dire: 'Ecco, questo è un cittadino che vuole servire il suo paese, ma a cui voi state impedendo fisicamente di farlo'. Fabrizio è la carne e il sangue di una battaglia per i diritti che l'Italia dei Diritti- De Pierro porta avanti da quando è nata. A Percile le chiacchiere stanno a zero: ora servono i fatti."

Parla Antonello De Pierro, in Basilicata porto il cuore e il rigore del nostro tribunale civico

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Il leader dell’Italia dei Diritti-De Pierro racconta la genesi delle liste lucane tra memoria familiare e vigilanza democratica: "Il nostro metodo garantisce il buon governo anche dai banchi dell'opposizione. Castronuovo di Sant’Andrea? È l'omaggio alle mie radici più care"

Roma - Il movimento Italia dei Diritti–De Pierro si appresta a vivere le elezioni del 24 e 25 maggio come un punto di svolta storico. Non si tratta solo di numeri o di percentuali, ma di un’espansione territoriale che tocca corde emotive profonde, specialmente in Basilicata. In questa regione, dove i borghi sembrano scolpiti nella storia, il giornalista Antonello De Pierro ha deciso di scommettere su figure di fiducia e su un modello di controllo sociale che non ha eguali nel panorama italiano. Lo abbiamo incontrato per capire come si conciliano l’affetto per la terra dei padri e la fredda determinazione del "metodo De Pierro".

Presidente De Pierro, la presenza del suo movimento in Basilicata quest'anno sembra avere un sapore diverso, quasi intimo. Perché questa regione è così centrale per Lei?

"È una domanda che tocca le corde del mio cuore. La Basilicata è la terra che ha dato i natali ai miei genitori e rappresenta il mio Dna. Mio padre Vincenzo era di Roccanova, mia madre Lucia Salvati di Gorgoglione. Presentare le nostre liste qui non è una semplice operazione politica, ma un atto di restituzione verso una terra che ha forgiato i valori di rettitudine e onestà che cerco di trasporre ogni giorno nella mia attività pubblica. È un cerchio che si chiude, un ritorno alle origini per onorare la memoria di chi mi ha preceduto."

Tra i vari comuni, Castronuovo di Sant'Andrea ha un'importanza particolare. Ci spiega il legame con questo borgo?

"Castronuovo è un luogo dell’anima. È il paese natale di mia nonna paterna. Una donna che purtroppo non ho mai conosciuto, poiché è venuta a mancare giovanissima, quando mio padre aveva soltanto due anni. Castronuovo e Roccanova sono divise da pochissimi chilometri, meno di dieci minuti d’auto, ma unite da una storia familiare comune. Vedere il simbolo dell'Italia dei Diritti correre in quelle strade è per me una commozione profonda. Per questo ho voluto lì una candidata di assoluto spessore come Maira Nacar."

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